Scaldabagno elettrico

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Funzionamento

La parte principale dello scaldabagno elettrico è un fusto, cioè il serbatoio, che contiene una serpentina che viene alimentata tramite energia elettrica.

Il processo di funzionamento è molto semplice: una volta posizionato l’interruttore su ON, la serpentina inizia a scaldarsi e di conseguenza si scalda l’acqua ivi contenuta che, grazie alla presenza di un termometro che procede con lo spegnimento e l’accensione della serpentina, mantiene la temperatura tra i 35 e i 60 gradi centigradi.

La stessa alimentazione elettrica può rappresentare il punto debole di questo elettrodomestico: dato che riscalda sì l’acqua, ma in tempi alquanto lunghi, nella maggior parte delle case viene lasciato acceso tutta la giornata così da avere sempre a disposizione l’acqua calda.

Diverso è il funzionamento dello scaldabagno a gas, chiamato altrimenti caldaia: qui non è presente la serpentina ma una fiamma che scalda l’acqua al momento del suo passaggio. Quindi non appena si apre il rubinetto lo scaldabagno a gas si accende riscaldando l’acqua man mano che passa.

Questo vuol dire che lo scaldabagno rimane spento per la maggior parte della giornata se non utilizzato, producendo un notevole risparmio per quanto riguarda l’energia elettrica, nonché di gas dato che viene utilizzato solo al momento dell’apertura dell’acqua calda.

Il costo dei gas necessari per il funzionamento dell’apparecchio (solitamente metano o GPL) sono notevolmente più bassi di quelli dell’energia elettrica.

Non dobbiamo cmq pensare che non sia assolutamente necessaria l’energia elettrica per questo tipo di macchina: essa, infatti, si rivela indispensabile per la scintilla che accenda la fiamma. In entrambi i casi quindi in caso di black-out non abbiamo a disposizione l’acqua calda.

Un terzo tipo ormai desueto è quello dello scaldabagno a legna: utilizzato ormai in casi estremi come campagna o alta montagna, funziona bruciando il legno posto nel fornello situato alla base, al di sotto del serbatoio.

Vantaggi e svantaggi

Considerando i vantaggi e gli svantaggi dei principali modelli sopra citati, bisogna anzitutto dire che entrambi hanno i propri pro e i propri contro. Per quanto riguarda lo scaldabagno elettrico, chiamato altrimenti boiler, si può parlare già del prezzo, molto vantaggioso che in alcuni casi può partire da 70 euro circa.

Questo primitivo vantaggio può rilevarsi però a lungo andare un danno, giacché il risparmio sul prodotto si convertirà in bollette abbastanza alte. Un vantaggio può esser invece dato dalla capienza che in alcuni modelli può arrivare a 150 litri. A fronte di tale capacità però, bisogna valutare anche l’ingombro di questo elettrodomestico.

Se si è già in possesso di uno scaldabagno elettrico o, meglio ancora, se siamo intenzionati a comprarlo, si verifichi se il prodotto è isolato così l’acqua si mantenga calda quanto più a lungo possibile (e così che sia possibile spegnere l’apparecchio).

Tra gli svantaggi rientra anche l’impossibilità (o quanto meno si sconsiglia) di non usare altri elettrodomestici di grande peso mentre il boiler è acceso: se si fa altrimenti, aumenta il rischio che salti la luce.

Passando all’atro tipo di scaldabagno, quello a metano, bisogna dire che il prezzo relativamente alto (si può partire dai 125 euro) è compensato da un risparmio energetico ed economico, grazie ai prezzi bassi del gas (specie del metano).

Considerando poi che la caldaia si accenderà solo quando si apre il rubinetto, il risparmio è notevole anche sul fronte elettrico. Inoltre, dato che si accende solo al momento del bisogno, si avrà acqua calda “all’infinito”. Perché si possa avere un risultato ottimale basta un apparecchio che scaldi 10 litri d’acqua al minuto.

Se utilizziamo il metano, possiamo acquistare una guarnizione stagna, così che l’acqua rimanga calda più a lungo. Se non si possiede il metano è sconsigliata questa miglioria dato che aumentano i consumi.

Consumi energetici

Di fondamentale importanza può rilevarsi nell’economia di una famiglia il calcolo dei consumi. E’ importante quindi sapere con quanti maggiori dettagli possibili ogni singola spesa a cui lo scaldabagno ci può portare.

Premesso che il più conveniente rimane comunque quello a gas metano, proviamo a fare due conti sui consumi di acqua di una famiglia media in un paese sviluppato: le cifre ci dicono che una coppia consuma circa 60 litri di acqua al giorno, destinati ad aumentare in presenza di uno o due figli.

Una famiglia ancor più numerosa, dalle 4 alle 6 persone, consuma 180 litri di acqua al giorno. Chiaramente questo calcolo è in linea di massima e può apparire troppo semplicistico. Se si vuole un calcolo un po’ più preciso, si consideri che al giorno, mediamente, si utilizzino 80 litri per fare il bagno, 13 per il lavandino e 15 per altro, compreso il wc.

Prendendo in considerazione che per la doccia si consumano 25 litri, non gli 80 necessari per il bagno, si evince facilmente che è più ragionevole la doccia al bagno sia per risparmiare acqua, che energia che denaro, particolarmente se si è in possesso di uno scaldabagno elettrico. Per portare 80 litri d’acqua a 60°C sono necessari ben 4,4 Kw.

Il risparmio con uno scaldabagno a gas è notevole, superiore ai 300 euro annui. Ciò vuol dire che in tre anni avremo coperto la spesa di 1000 euro circa per questo tipo di scaldabagno.

Il risparmio del gas dipende da diversi fattori: in primo luogo per le tariffe di vendita più convenienti, ma soprattutto per la natura stessa del gas, indicato come fonte energetica primaria a differenza dell’elettricità, considerata secondaria.

Questa definizione è dovuta al fatto che è derivata dal petrolio o da altri combustibili solidi e nel suo processo di trasformazione perde il 60% della sua potenza. Questa perdita porta al raddoppiamento dell’energia necessaria per il riscaldamento dell’acqua.

Manutenzione

Come per ogni altro elettrodomestico, è necessario porre lo scaldabagno elettrico sotto periodici controlli così da avere sempre risultati ottimali. Uno dei principali nemici è senza dubbio la sporcizia: tra le pulizie da fare si raccomanda quindi, soprattutto per gli scaldabagni elettrici, di pulire la serpentina almeno una volta ogni 6 mesi.

Una serpentina sporca e completamente riempita di calcare non funziona in maniera ideale e influisce anche sui consumi dato che ci vorrà più tempo (e quindi più energia) per riscaldare l’acqua.

Se invece siamo in possesso di uno scaldabagno alimentato a gas, si devono usare prodotti come ad esempio decalcificante che proteggono le condotte da cui passa l’acqua dall’azione distruttrice del calcare.

Le condotte piene di calcare o di detriti portano a un abbassamento della pressione dell’acqua e quindi alla probabile non accensione della fiammella e alla mancata accensione della caldaia. Bisogna anche dire che il controllo della caldaia è imposto legalmente tramite una apposita normativa del 1993.

Ciò che si raccomanda onde evitare spiacevoli sorprese o truffe è di affidarsi per questi controlli a un personale specializzato e, ancora meglio, di fiducia. Perché sia tutto a posto il tecnico deve anche rilasciare una documentazione che testimoni il buono stato dell’elettrodomestico o, in caso contrario, l’eventuale sostituzione di pezzi.

Ciò che deve essere controllato è essenzialmente: sistema di ventilazione, scarico dei fumi, sistema di controllo e di sicurezza. Il tecnico dovrà inoltre procedere con la pulizia del bruciatore. Ad agevolare il lavoro di controllo ci pensa l’Eni che mette a disposizione degli utenti un servizio, un programma per la manutenzione di questi elettrodomestici.

Per trovare un tecnico che sia in grado di controllare il nostro scaldabagno possiamo rivolgerci direttamente al negozio dove abbiamo effettuato l’acquisto. Infine, si ricordi che non tutti gli scaldabagni necessitano obbligatoriamente della revisione: quelli al di sotto di 15 Kw e a gas non ne hanno bisogno, anche se si raccomanda vivamente di farlo.

Come risparmiare

A volte la montatura di uno scaldabagno a gas per diversi motivi, anzitutto per il prezzo che, come si è detto, è superiore a quello dello scaldabagno elettrico (compensato da spese minori di consumi).

Il montaggio può rilevarsi difficoltoso a causa dell’ubicazione che di solito è esterna, quindi se si vive in un condominio potrebbero esserci problemi burocratici nel creare il buco da cui deve passare il tubo della caldaia stessa. Quindi, se esistono queste difficoltà, si rivela necessario l’acquisto di uno scaldabagno elettrico per poter usufruire dell’acqua calda.

Considerando anzitutto che esistono siti internet pieni di consigli per risparmiare in questo campo, il primo suggerimento è di acquistare uno scaldabagno di una capienza adeguati ai nostri consumi effettivi, per cui se si è single si prediligano macchinari di bassa capienza mentre se si possiede una famiglia media o grande, si acquistino boiler più capaci.

Acquistare un macchinario di grandezza non calcolata ai nostri consumi può portare a diversi problemi, come la mancanza di acqua calda nel momento del bisogno (in caso di boiler piccolo e famiglia numerosa) o inutili sprechi (in caso di boiler grande e poca utenza).

Inoltre, perché non ci sia dispersione durante il tragitto si raccomanda di collocarlo presso i rubinetti: la miglior ubicazione in tal caso è il bagno, magari sopra la vasca, ma facendo attenzione di non collocarlo in mezzo a correnti o sui muri che danno sull’esterno, così da evitare inutili dispersioni (e quindi consumi inutili).

Collocando vicino a fonti fredde il boiler, infatti, l’acqua si raffredderà più velocemente del solito. Un altro suggerimento favorevole è quello di fornire il boiler di un timer.

Questo piccolo apparecchio, ormai in vendita anche nei grandi supermercati, permette di accendere lo scaldabagno un numero di ore prima di quando si pensi che si debba utilizzare lo scaldabagno: impostando l’accensione tre ore prima del possibile utilizzo ci si potrà tranquillamente fare un bagno o, meglio ancora per risparmiare, una doccia calda.

Conviene tenere sempre acceso lo scaldabagno?

Una questione dibattuta tra i possessori dello scaldabagno, nonché tra gli esperti del settore, è relativa alla sua accensione: da una parte, infatti, vi è chi sostiene che convenga tenere questo elettrodomestico sempre acceso, dall’altra c’è invece chi sostiene che lo si debba accendere solo al momento del bisogno.

Chi lo tiene sempre acceso pensa che così facendo possa sempre avere a disposizione acqua calda senza dover aspettare inutili ore, ponendo quindi l’utilità e la praticità prima del risparmio.

Coloro che invece lo mettono in funzione solo quando serve, ragionano sui consumi e considerano i notevoli sprechi a cui un’accensione perenne può portare, mettendo quindi in primo piano i consumi e in secondo la praticità.

Il consiglio in questo senso è un giusto mezzo, conviene cioè tenerlo acceso tutto il giorno solo se ce ne è l’effettiva necessità e se si usa in maniera abbondante. Facendo altrimenti aumentano notevolmente l’inquinamento e i consumi, che si riveleranno per la maggior parte inutili.

Per avere acqua calda per la doccia, senza aspettare molto tempo inutilmente, si può accendere lo scaldabagno la sera e farsi la doccia la mattina seguente, così che mentre dormiamo l’acqua si riscaldi.

I consumi in tal caso saranno minori, dato che di notte l’elettricità costa meno, ma il risparmio sarà senza dubbio maggiore se si possiede una tariffa differenziata e che ci permetta di pagare ancor meno l’energia elettrica nelle ore notturne.

Per quanto riguarda l’impatto ambientale, bisogna anche dire che assieme all’installazione dei doppi vetri, la revisione della caldaia, l’utilizzo di lampade fluorescenti, l’accensione del riscaldamento mai sopra i 20°C, lo spegnimento delle luci non adoperate, la sostituzione del frigo e il completo spegnimento della televisione, l’accensione dello scaldabagno solo quando serve rientra tra le “Otto buone azioni” proposte dall’ENEL per difendere il pianeta.

Come si è detto prima quindi, l’installazione di un timer può rilevarsi un ottimo acquisto.

Publicato: 2010-04-03Da: Redazione

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