Polizza vita

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Polizza vita

La polizza vita è un prodotto assicurativo che ha forme e costi diversi a seconda della compagnia di assicurazione che la offre. In genere si pensa alle polizze sulla vita come a prodotti che si affiancano agli altri due pilastri importanti del sistema previdenziale italiano, che sono la previdenza pubblica (per esempio l’INPS), e quella complementare collettiva (per esempio i fondi pensione collettivi).

A che cosa serve la polizza vita

Prima di stipulare una polizza vita, è bene informarsi sulle varie tipologie di assicurazione esistenti, per poter effettuare una scelta ben ponderata, che tenga conto di una serie di fattori. In base al Dlgs. Del 18 Febbraio 2000 (che è entrato in vigore nel 2001), esiste una distinzione tra: 1) contratti assicurativi sulla vita, con caratteristiche essenzialmente finanziarie, come la capitalizzazione dei premi versati; 2) forme di previdenza individuale; 3) contratti assicurativi che prevedono l’invalidità permanente, la non autosufficienza fisica, il rischio morte.

Le condizioni previste da tale Dlgs non si applicano alle polizze vita che siano state stipulate entro il 31 Dicembre 2000 (per le quali vige la precedente normativa di settore). Questo decreto è stato emanato per creare prodotti assicurativi specifici, in modo da rendere più agevole e snello il sistema di previdenza integrativa, considerati i gravi problemi che attanagliano il sistema pensionistico pubblico. Il decreto n. 47 del 2000 ha rivisto la disciplina contrattuale delle polizze sulla vita, soffermandosi in particolare sul regime fiscale. La polizza vita serve a tutelare in caso di decesso o inabilità gravi i familiari e le persone a carico del contraente.

L’assicurazione per il caso di morte fa sì che si provveda al mantenimento dei familiari dell’assicurato. Il sistema utilizzato è questo: versando una determinata quota di premi annui, se l’assicurato dovesse morire entro il tempo prestabilito dal contratto, viene liquidato il capitale previsto al beneficiario. Oltre all’assicurazione di rischio, esistono anche le c.d. polizze miste, le assicurazioni previdenziali, ed altre tipologie di polizze vita "di capitalizzazione".

Sono così definite in quanto si basano su di un preciso "piano di risparmio". La polizza di capitalizzazione consiste nel fatto che l’assicurazione si impegna a versare una rendita, o a pagare un determinato capitale, (immediatamente o in modo differito),se la persona assicurata è ancora in vita nel momento preciso stabilito all’interno del contratto.

Tipologie di polizze di capitalizzazione

Vediamo quali sono le caratteristiche delle varie polizze di capitalizzazione, e in cosa differiscono l’una dalle altre. Le polizze "miste" sono appunto un mix fra un’assicurazione per il caso di morte ed una per il caso di vita (ma a capitale differito, cioè significa che viene riscosso dopo un po’ di anni). Non è consigliabile stipulare una polizza di questo tipo, in quanto conviene sempre (anche per i costi) separare l’assicurazione per il caso di morte da quella caso vita. La prima serve a tutelare da eventuali rischi, la seconda è da considerarsi una vera e propria forma di risparmio.

Forse potrebbe essere indicata per un capofamiglia che abbia tutti i familiari a carico sul proprio reddito. Dobbiamo piuttosto pensare ad una polizza che ci assicuri rendimenti elevati, una certa flessibilità e una buona copertura assicurativa. Le polizze "unit linked" sono particolari polizze vita vincolate ai movimenti monetari e finanziari dei fondi comuni di investimento. Il capitale che verrà assicurato dipenderà dagli importi complessivi dei fondi interni della compagnia assicuratrice, e dai fondi esterni. Le polizze "index linked" sono polizze il cui rendimento dipende dalle azioni emesse da alcuni mercati borsistici. In genere prevedono un unico premio, e possono coprire il caso di morte e quello di vita.

I "fondi pensione" possono essere: a fondo chiuso, a fondo aperto, F.I.P. (forme pensionistiche individuali). I FIP sono "figli" del decreto del 2000 (entrato in vigore a Gennaio 2001). Chi ha intenzione di sottoscriverli ne trarrebbe grossi vantaggi fiscali, previsti proprio dal suddetto decreto. Quali sono tali vantaggi? Possono essere deducibili dal reddito fino al 12%, possono essere sottoscritti anche a favore di persone a carico (e in questo caso sono previste ulteriori detrazioni fiscali), e può essere riscossa una parte della rendita in capitale. Questo tipo di polizza è indicata per chi vuole arrivare ad una pensione integrativa, sfruttando nello stesso tempo i vantaggi fiscali previsti.

I vari tipi di polizza sulla vita

Sintetizzando, le polizze sulla vita possono essere: 1) Polizze per il caso di morte; 2) Polizze per il caso di vita; 3) Polizze miste (di cui abbiamo già trattato). Le polizze per il caso di morte si distinguono in "temporanee" e "a vita intera". Quella temporanea è la più adatta per chi ha familiari e persone a carico, oppure per chi ha contratto un mutuo. Le condizioni possono variare a seconda della durata del mutuo e della acquisita indipendenza da parte dei figli.

Questo tipo di polizza è "di puro rischio", perché se l’assicurato non decede nei termini stabiliti contrattualmente, l’assicurazione non verserà nulla al beneficiario, e quindi terrà per sé i premi accumulati. Può inoltre essere: a capitale e premio annuo costante (che è il tipo più diffuso), a capitale e premio annuo crescente (o con polizza indicizzata all’ISTAT), oppure a capitale decrescente. Ricordate che alla prestazione principale possono essere aggiunte anche quelle accessorie, per esempio l’assicurazione contro gli infortuni e le malattie.

Se aumentano le prestazioni, diminuisce però sia la copertura assicurativa, che la quota di premio annuo per ognuna di queste. A causa della forte inflazione che sta colpendo la nostra economia da un po’ di anni, le imprese assicuratrici hanno introdotto le "polizze vita rivalutabili", che prevedono la rivalutazione delle prestazioni (ed anche dei premi), di solito ogni anno.

Questo tipo di polizze presenta indubbi vantaggi, oltre al fatto che il capitale assicurato non può essere né pignorato, né sequestrato. Vi è quindi la concreta possibilità di "ritoccare" le condizioni contrattuali, adeguandole di volta in volta alle proprie esigenze. Siccome è previsto un "rendimento minimo garantito", c’è anche la possibilità del riscatto anticipato delle somme versate. Si consiglia comunque – prima di procedere all’eventuale riscatto – di leggere attentamente le condizioni contrattuali previste a tale riguardo, e di valutare con cautela l’eventuale rischio economico cui si potrebbe andare incontro.

Come valutare una polizza

Le assicurazioni per il caso di vita sono da considerarsi vere e proprie forme di investimento. In qualsiasi tipo di investimento troviamo una prima fase ( dell’accumulo), ed una seconda fase (della liquidazione). Durante la prima fase chi stipula la polizza (il contraente) paga quanto stabilito dall’assicurazione, o con premi a cadenza semestrale o annua, oppure versando un’unica soluzione. Il periodo di durata è stabilito nel contratto, e può andare da 1 a 35 anni.

In base a quali criteri viene stabilito l’importo della rendita o del capitale? Innanzitutto si tiene conto: di quanto valgono i premi che sono stati versati, in che modo sono stati fatti fruttare durante gli anni, in che misura l’assicurazione riconosce agli assicurati gli utili che vengono prodotti. Ma allora come facciamo a valutare se stiamo per compiere un investimento vantaggioso? Alcuni esperti hanno individuato 4 criteri per distinguere un buon investimento da un altro infruttuoso.

E sono: 1) liquidità; 2) sicurezza; 3) impiego del capitale; 4) rendimento del capitale stesso. Ricordate che un buon investimento è tale se impiega i vostri soli non solo in modo proficuo economicamente, ma anche corretto dal punto di vista etico e morale. La liquidità consiste nel fatto che i soldi dovrebbero essere sempre liquidi, e quindi a nostra disposizione. Spesso accade che ci sia bisogno di accedere al denaro per fronteggiare alcuni imprevisti.

E non è giusto che per fare questo si sia costretti a recedere dal contratto, perdendo così un bel po’ di soldi! Questo vale in particolare per le assicurazioni sulla vita. Chi è costretto a recedere anticipatamente dal contratto riceve una somma inferiore alla somma dei premi versati fino ad allora.

Secondo una recente ricerca, circa il 50% di chi ha stipulato un’assicurazione sulla vita ha chiesto il recesso anticipato. Il consiglio è quindi quello di rivolgersi a forme di investimento più flessibili (come CCT, BOT, BTP, o i c.d. programmi di risparmio). Anche in questo caso, però, valutate bene le offerte delle varie compagnie!

I criteri per un buon investimento

Altro criterio imprescindibile per effettuare un investimento vantaggioso è la sicurezza. Questa consiste essenzialmente nella consapevolezza che il denaro investito verrà con certezza restituito alla data stabilita. Non è un investimento sicuro quando esiste il rischio o il pericolo che il debitore fallisca, o quando l’investitore partecipa con il debitore alle operazioni finanziarie, dividendo con lui anche i rischi (per esempio fondi o azioni). Il rendimento è costituito dall’obiettivo di realizzare quanti più interessi possibili dal contratto.

Ci sono casi in cui il contratto stesso prevede la partecipazione agli utili. Attenzione, però: quando stipulate una polizza vita "rivalutabile" vi viene consegnata- da parte dell’impresa assicuratrice- una ipotesi di rendimento, che appunto perché tale non rappresenta assolutamente una garanzia! L’impiego del capitale è un’operazione che in questi ultimi tempi sta cambiando "rotta". Cresce il numero (per fortuna) di investitori che impiegano il loro denaro per finanziare aziende che siano eticamente corrette. Cioè per esempio che rispettino i diritti dei lavoratori, e non sfruttino i minori.

Spesso queste esigenze morali ed etiche cozzano con quelle del mercato. Ma intanto qualcosa si sta muovendo, e di questo ne prendiamo atto. Nella scelta della polizza più giusta per voi, dovete tenere presenti una serie di fattori. Cercate comunque di non cadere in confusione tra le migliaia di offerte di polizze che le varie compagnie assicuratrici vi proporranno. La concorrenza è spietata, e spesso non è neppure corretta.

Per esempio, per quantificare il premio da pagare nel caso di una polizza caso morte (temporanea), si dovrà valutare: l’età dell’assicurato, il sesso, l’impiego professionale, gli sport praticati, lo stato di salute in generale, la durata del contrato. Consigliamo una preventiva analisi personalizzata per orientarvi meglio nella scelta da effettuare. Chiedete ogni informazione alla compagnia assicuratrice, e lasciate che vi chiariscano ogni eventuale dubbio. La scelta di affidare i propri risparmi implica che vi sia chiarezza, fiducia e trasparenza tra azienda e consumatore.

Qualche consiglio

Di seguito vi segnaliamo qualche consiglio in generale per scegliere la polizza più conveniente.

1) Non lasciatevi coinvolgere dai consigli di parenti, amici o conoscenti che vogliono propinarvi determinate forme di investimento! Piuttosto richiedete un documento che riassuma in modo analitico le spese da sostenere e le singole voci, e fatelo anche a più di una assicurazione, per operare un confronto.

2) Sono ormai numerose le compagnie assicurative straniere che operano sul territorio nazionale attraverso broker e filiali. Ma alcune di queste non rispettano i requisiti stabiliti dalla legge in questo campo. Per esempio, non sono iscritte all’ISVAP. Consigliamo quindi di consultare l’elenco presente sul sito www.isvap.it per visionare le assicurazioni regolarmente iscritte. Questo vale anche per le compagnie assicurative che vendono servizi attraverso la rete web. Valutate con estrema attenzione la loro serietà e attendibilità!

3) Leggete accuratamente il "Codice delle Assicurazioni private" di recente approvato dal Consiglio dei Ministri. Servirà a farvi comprendere quanto (e soprattutto come) è cambiato il panorama assicurativo italiano. E poi ancora qualche curiosità proveniente dal mondo dei Vip. Sapete che il seno di Monica Bellucci vale più dell’intero corpo della soubrette Valeria Marini? E cioè, facendo i conti alla mano, si tratta di 6 milioni di euro contro 1 milione di euro circa.

In America la maggior parte dei Vip stipula polizze per assicurare singole parti del corpo. In Italia non è ancora diventata una moda diffusa, ma presto lo sarà. Il fatto è che non tutti sono propensi a rivelarlo, poiché questo significherebbe fornire elementi su quanto si possiede. Infatti questo tipo di polizza tiene conto di quanto in genere si è guadagnato negli ultimi 3 anni.

Una società di ricerche di mercato sta effettuando studi in questo ambito, e ha stilato una curiosa classifica. Volete sapere quanto viene valutato lo "strumento" di Rocco Siffredi? Solo 1 milione di euro.

Publicato: 2010-04-03Da: Redazione

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