Elettrodomestici a vapore

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Strumenti a Vapore

La tecnologia a vapore è da anni utilizzata comunemente a scopo domestico. Le sue potenzialità bene si conciliano con le applicazioni più varie e le prestazioni in molti casi sono davvero ottime, soprattutto essendo in grado di riconoscere il prodotto giusto. Questa guida ha appunto lo scopo d’introdurre il consumatore ad un primo approccio con gli elettrodomestici che sfruttano il vapore, riconoscendo – caso per caso – quali siano gli elementi da tenere sott’occhio in primo luogo.

Oltre alla scelta è l’acquisto, l’oggettistica a vapore presenta in seguito ulteriori problematiche. Basti pensare, infatti, all’accortezza che bisogna riservare nell’introduzione d’oggetti delicati in sterilizzatori a vapore ad alta temperatura, oppure all’utilizzo di pistole a vapore su superfici pitturate o fragili. Insomma, è necessario rimanere vigili se non si vuole creare piccoli disastri per tutta la casa!

In primo luogo pensiamo ad una categorizzazione degli accessori a vapore più diffusi:

  • Pistole a Vapore. Hanno piccole e medie dimensioni, talvolta si presentano nella versione con caldaia esterna. Sono adatte e agevoli per interventi di piccola portata, pulire vetri (anche perché no quelli dell’automobile) ad esempio.
  • Spazzole e scope a vapore. Gli accessori per questo tipo d’elettrodomestici generalmente abbondano, con adattatori d’ogni forma a genere in modo da concentrare il vapore e non lasciare scampo allo sporco. Sono molto utilizzati e pratici. Reperibili con ampio scarto sia in modelli più economici sino ai più elaborati e costosi. Anche in questo caso ci può essere una caldaia esterna da trascinare per tutta la casa durante le pulizie, col vantaggio però d’una maggiore autonomia.
  • Ferro da stiro a vapore. Utilissimo e dalle ottime prestazioni. Il getto di vapore, umido e bollente, distende le superfici più impervie e piene di pieghe a seguito dei lavaggi. I tessuti risultano quasi “idratati” da questo stiraggio che talvolta riesce persino ad alleviare la visibilità di quelle fastidiose palline che si formano a seguito dello stress subito dai tessuti.

Cottura a Vapore

Uno dei problemi che affliggono un maggior numero di consumatori, è quello della dieta. L’alimentazione, essenziale per la sopravvivenza, sappiamo bene che dovrebbe essere la più sana possibile. Eppure tale primario valore viene molto spesso trascurato per comodità, in modo da venir incontro ad esigenze d’altra natura. Seppur sia noto che il sistema di cottura più sano e dietetico sia quello a vapore esso è ampiamente trascurato in favore di tecniche più veloci e conferiscano un gusto più deciso ai cibi. Ed in tal proposito come rinunciare allo sfizio d’una frittura o d’un ricco condimento? Ad ogni modo c’è un certo pregiudizio sulla cottura a vapore che invece ha le sue peculiarità.

Innanzi tutto va precisato che, tramite questo sistema, i cibi cuociono a temperature inferiori ai 100 gradi (eccezione fatta per particolari pentole, in particolar modo quelle a pressione). Ciò è importante precisazione in quanto è proprio tale temperatura che mantiene alta la presenza vitamine e minerali, sfruttando al massimo l’apporto nutritivo “sano” delle pietanze. Inoltre avremo accesso ad una vasta gamma di aromi e sapori diversi certamente da quelli ordinari, ma non necessariamente peggiori. I condimenti, tanto desiderati dai buongustai, non devono necessariamente essere eliminati del tutto.

Essi possono essere limitati al massimo, ma nelle cotture a vapore rimarranno molto più presenti. Ci sono alcuni semplici accorgimenti che possono ottimizzare la cottura a vapore. Innanzitutto l’acqua non deve mai toccare direttamente i cibi, ma essere sufficiente da durare per l’intero processo di cottura.

I vapori bollenti devono poi essere concentrati nella pentola tramite un coperchio che garantisca una circolazione uniforme. Quando s’intende cuocere generi alimentari molto diversi tra loro, è importante accertarsi che siano cotti in scompartimenti isolati e che non vi sia contaminazione di succhi e sapori. Ricordiamo inoltre che è adatta a verdure e pesce, sconsigliabile per le carni.

Strumenti specifici per cottura a vapore

Basta accendere la tv per finire assaliti dalle televendite. Tra queste moltissime riguardano elettrodomestici che sfruttano le potenzialità dell’acqua. Che si tratti di pulire, sgrassare, cuocere, i sistemi prevedono spessissimo lo stesso mezzo: il vapore. Ciò è facilmente comprensibile se teniamo conto delle peculiarità del vapore, esso infatti s’adegua altrettanto bene a sterilizzare le superfici quanto a cuocere le pietanze più frequenti.

L’oggetto più semplice che sia possibile reperire è un cestello che separi gli alimenti dall’acqua contenuta nella pentola. Si tratta dunque d’un semplice ripiano che consenta ai liquidi di cottura di scolare liberamente ed allo stesso tempo al vapore di raggiungere il cibo e cuocerlo uniformemente. Ad ogni modo pare una soluzione fin troppo riduttiva se paragonata ai più innovativi sistemi. Basti pensare che oramai, un solo cestello possa apparire troppo scarso per la cottura d’un pasto completo. Ciò è vero soprattutto se pensiamo che i cestelli preferibilmente (a vantaggio della qualità di cottura) debbano contenere un unico tipo d’alimento.

Per intenderci se intendiamo cuocere a vapore il pesce, sarà necessario un altro cestello per cuocere allo stesso modo verdure di contorno. È dunque facile immaginare come possano risultare comodi i cestelli sovrapponibili per la cottura a vapore che ormai comunemente si trovano in commercio. Ciò su cui bisogna vigilare è l’effettiva qualità del prodotto che deve si lasciar circolare il vapore, ma deve tener sufficientemente distinti gli aromi.

Per queste ragioni è talvolta possibile che tali supporti richiedano costi elevati. Più economici ma non altrettanto tecnologici, sono dei cestelli realizzati in canne di bambù. Molto caratteristici e particolari per l’addobbo della tavola forse più che per la loro funzione, sono reperibili in negozi specifici.

Pulire col vapore

Chiunque abbia bambini piccoli si ritrova a dover fare i conti col problema di sterilizzare quanto più possibile indumenti, spazi, oggetti, etc. In realtà vivere in ambienti igienizzati non può che far bene a tutte le età. Sempre più sovente ci si riscopre soggetti allergici ed altrettanto spesso si ricorre a medicinali specifici per prevenire l’insorgere dei fastidiosi sintomi oppure a dei palliativi. Riuscire a rimuovere la polvere da ogni minimo interstizio del pavimento, oltre all’innegabile valore estetico, costituisce un forte impegno per rendere la vita in casa ancor più confortevole.

Chiunque abbia almeno una volta dovuto ripulire casa (e di certo sarà capitato molto più d’una volta) si sarà potuto rendere conto di quando la polvere riesca ad annidarsi nei meandri più reconditi. Giusto per fare qualche esempio, se ne trova tantissima sulle suppellettili, nelle cesellature dei mobili, sullo stipite delle porte, nelle cornici, etc.

Spesse volte capita di ritenere la battaglia contro la polvere come una sfida persa, in quanto – se non si usano gli strumenti adatti- essa si può riposare immediatamente dopo il termine della pulizia dando l’impressione dell’assoluta inutilità del lavoro svolto. Ma oltre la polvere, ancor più problematica è la presenza di batteri nocivi che talvolta vengono introdotti dentro casa tramite la suola delle scarpe, borse buttate a terra, indumenti da lavoro, giusto per citare i casi più frequenti. Un sistema funzionale e pratico per combattere questi ed altri problemi, può essere identificato con gli strumenti a vapore.

Che essi abbiano la forma a “scopa elettrica” per intenderci oppure debbano trascinarsi dietro una base con caldaia, il metodo di funzionamento è grossomodo analogo. L’acqua riscaldata produce vapore, esso concentrato nel condotto viene spinto fuori realizzando un getto di vapore dalle straordinarie potenzialità. Pensando a delle possibili applicazioni, non possono far altro che fioccare nella mente numerose idee.

Ad esempio, rimuovere il calcare dalla doccia, ripulire le mattonelle perfettamente in modo che non rimangano opache, sterilizzare i materassi, pulire il tanto odiato”righino nero” tra un mattone e l’altro, etc.

Stirare indumenti con ferro a vapore

Il ferro da stiro è uno degli strumenti essenziali che in ogni casa non possono mancare. Sappiamo bene quanto necessariamente non se ne possa fare a meno, ed altrettanto bene quante difficoltà ed insidie si possano incontrare nello stirare gli indumenti. Per molti stirare è davvero un incubo. Capita d’estate di lottare col caldo oppure comunemente di soffermarsi un istante da più in un punto e causare danni irrimediabili al capo, oppure ancora usare un ferro da stiro troppo pesante che maneggiato a lungo stanca braccio e spalla.

Si tratta di problematiche molto differenti, alcune riguardano la temperatura, altre il peso, altre ancora la capacità di scorrere della piastra. Sono fattori strettamente connessi agli elementi che bisogna prendere in considerazione al momento dell’acquisto.

Chiariamo, infatti, che:

  • più calda e la piastra e con maggior facilità s’eliminano le antiestetiche pieghe
  • più pesante è il ferro e maggiormente schiaccerà i capi sottoposti
  • più il rischio di rimanere senza acqua e quindi senza vapore

Si tratta di caratteristiche che apparentemente sembrano contrastare con l’idea del consumatore comune il quale molto spesso ricerca un prodotto leggero, pratico, che possibilmente non debba occupare molto spazio (ricordiamo in tal proposito i ferri da stiro con caldaie esterne, molto ampie a cui poi si ricollega il ferro vero e proprio).

Sostanzialmente la scelta d’un ferro leggero e maneggevole corrisponde implicitamente al dover esercitare una maggiore pressione con le braccia per far sì che la forza sia sufficiente e schiacciare le pieghe più ostinate e migliore la qualità e la durata della stiratura. Il problema che riguarda la produzione di vapore va risolto accertandosi maggiormente della capacità del getto di vapore, piuttosto che il numero di fori attraverso il quale esso viene condotto all’esterno ( dato tratto dall’analisi attuata dall’associazione AltroConsumo ).

Per quanto riguarda la capacità del serbatoio, che può essere più o meno grande, è sempre meglio assicurarsi che il prodotto sia dotato d’indicatori efficaci che segnalino l’eccessivo abbassamento dei livelli d’acqua.

Sterilizzatori

I neonati, dall’aspetto sempre così innocente e fragile, sono oggetto di numerose attenzioni da parte dei premurosi genitori. Tra le varie accortezze necessarie a preservare la salute del piccolino c’è molto spesso l’intenzione di sterilizzare al meglio qualsiasi cosa entri in contatto col neonato. Ciò è tanto valido per gli indumenti, a cui è dedicata una vasta serie di prodotti specifici, che per gli oggetti con cui il bambino gioca comunemente. Riguardo alla questione ci sono due filoni di pensiero contrastanti.

C’è chi sostiene che sia essenziale ed inevitabile bollire e sterilizzare alla perfezione qualsiasi cosa con cui il bimbo entri in contatto per evitare il benché minimo contatto con eventuali agenti patogeni. Tale sterilizzazione su tutti i fronti, andrebbe eseguita minuziosamente per almeno i primi cinque mesi di vita in quanto le difese immunitarie del bambino potrebbero essere ancora impreparate. Al contrario altri affermano che si tratti di misure eccessivamente scrupolose e prive d’una base ferma e scientifica.

In virtù di questo pensiero paiono sufficienti bolliture d’appena una ventina di minuti per gli oggetti che il bambino è solito introdurre in bocca (prevalentemente ciucci e biberon). Si ritiene, infatti, che i germi abbiano modo d’insediarsi unicamente laddove vi siano probabili tracce di sostanze biodegradabili (quindi il latte, ma anche alcuni detersivi). Per cui, tendo conto di ciò, si può ridurre di molto il campo d’azione per la necessità di sterilizzare con un notevole risparmio di tempo (così prezioso per le mamme, che già molto hanno da fare).

Ad ogni modo gli strumenti a vapore si rivelano preziosi alleati, anche in questo caso. Sono reperibili in commercio appositi apparecchi che producono folate di vapore alle più alte temperature consentendo la sterilizzazione assoluta degli oggetti in esso introdotti. Tale strumentazione si configura come un’alternativa, pratica e sicura, alle classiche tecniche utilizzate. Scegliendo questa soluzione si può dire addio, o quasi, alle numerose pentole piene d’acqua lasciate a bollire!

Publicato: 2010-04-03Da: Redazione

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