Bonsai

Categoria: Archivio Giardinaggio
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Che cos’è

Il termine bonsai pur derivando da parole e tradizioni giapponesi, è ormai conosciutissimo anche in Italia. Più o meno tutti quando sentiamo Bonsai, pensiamo ad un albero molto piccolo contenuto in un vaso magari. Ma un Bonsai non è semplicemente questo, e lo sanno bene gli appassionati. Innanzitutto basti pensare che per ottenere un albero di dimensioni controllate e forme prestabilite ci vuole un costante lavoro. Creare un Bonsai vuol dire plasmare la materia vegetale gradualmente in modo tale che mantenga forme e dimensioni desiderate.

Tutto ciò va attuato però, seguendo la tradizione ed il rispetto per la natura, seguendo l’equilibrio spontaneo dell’albero sul quale si opera. Non a caso un prodotto del genere è nato dal genio orientale (in Cina e Giappone) che è fortemente caratterizzato da uno scambio reciproco d’influssi tra uomo e natura. Nella stessa ottica di reciproci influssi il Bonsai va considerato come parte integrante della natura dalla quale viene influenzato. Si tratta dunque di un Hobby serio da applicare con dedizione e costanza.

Sono state ideate tantissime tecniche di coltivazione per formare un Bonsai come lo si desideri pur sempre senza drastici interventi. Il Bonsai ha la particolarità d’essere un albero, che seppur di piccole dimensioni, racchiude in se la forza maestosa di un qualsiasi normale albero. Mettere in casa un bonsai è un po’ come mettere uno scorcio di una foresta. Plasmare la materia organica del Bonsai è una vera e propria arte.

A caratterizzare questa specialità contribuiscono in pari merito botanica ed estetica. Si tratta di un’arte particolare, plasmatrice di vita, che deve conciliare la creatività con delle regole specifiche elaborate anticamente in Giappone. Affinché il Bonsai abbia senso è necessario che sia in buona salute e che non subisca maltrattamenti di alcun tipo. È come una piccola scultura dotata di un cuore vivente e di un’anima.

Storia

Le origini del Bonsai risalgono certamente alla cultura orientale, pare sia stato realizzato per la prima volta in Cina. Maggior diffusione ebbe però in Giappone qualche tempo dopo. Purtroppo non sono noti dati certi a riguardo in quanto la tradizione orientale prevede che molti racconti vengano tramandati unicamente per via orale. Non sussistono dunque documenti precisi che certifichino la provenienza esatta e la data di nascita dei Bonsai, tutto ciò che è noto è stato dedotto da alcuni dipinti rinvenuti in alcune aree orientali.

Da alcuni brevi cenni si desume che l’arte del Bonsai sia nata con una stretta connessione alle arti mediche. Pare, infatti, che alcuni viaggiatori indiani avessero la necessità di trasportare con loro alcune piante medicinali durante i loro passaggi in Cina e per rendere il trasporto più agevole favorivano una particolare crescita della pianta. I più antichi dipinti cinesi che ritraggono delle piante poste in vasetti di piccole dimensioni risalgono al VI secolo, mentre quelle giapponesi partono dal XIII secolo.

In una tomba appartenente alla dinastia T’ang sono sati rinvenuti dei dipinti che ritraevano due valletti di corte con in mano due Bonsai in segno d’omaggio per il padrone defunto. Il termine Bonsai deriva da due ideogrammi giapponesi che sono BON (che vuol dire contenitore) e SAI (che vuol dire educare, ma in questa accezione s’intende coltivare). Col passare del tempo la realizzazione di Bonsai venne riconosciuta come una vera e propria arte, piena d’insidie. Divenne uno dei diletti preferiti da nobili e samurai.

La scelta stilistica per i Bonsai passò da modelli più grezzi sino a forme più raffinate, seguendo l’ombra della tradizione cinese. Quest’arte, come tante altre, rispecchiò i cambiamenti della società e delle epoche. Ad oggi con la globalizzazione è possibile rinvenire nei supermercati dei Bonsai, prodotti appositamente per i nostri mercati. Ciò che forse non è sufficientemente giunto ai nostri temi è l’idea di rispetto per la natura così radicata in alcune zone orientali e che noi dovremmo invidiare.

Come curare un Bonsai

Certo comprare un Bonsai ed abbandonarlo al proprio destino riponendolo su di uno scaffale è facile, ma di sicuro non vuol dire prendersene cura. Curare un Bonsai nel vero senso del termine è un’operazione minuziosa e quotidiana, mossa da una specie d’affetto per quella pianticina indifesa. Per chi volesse veder nascere il proprio albero e vederlo crescere dal principio è possibile piantare i semi. Il periodo da scegliere per la semina dipende dalla specie d’albero scelta, è può variare tra primavera e fine estate.

Alcuni semi di un particolare tipo necessitano di un periodo di riposo invernale (oppure per qualche tempo in frigo) e possono essere piantati solo in primavera. Un altro modo per realizzare un bonsai è quello di partire dalla Talea che può essere lignea o semi-lignea. Un metodo ancor più veloce è quello da margotta, che consiste nell’amputazione di un ramo da un Bonsai precedente. Il ramo, chiaramente scelto in base all’aspetto, va poi interrato separatamente generando così una nuova pianta. In alternativa si può sempre ripiegare su Bonsai preconfezionati o presi in un vivaio.

Un punto essenziale per la gestione di un Bonsai è la potatura. Essa è determinante per eliminare i rami in eccesso ed attribuire la forma che meglio stuzzica la nostra personale fantasia. Tale servizio è inoltre utile per concedere alle foglie una migliore disposizione alla luce, l’illuminazione è indispensabile per il sano sviluppo della pianta. I pollici verdi più esperti possono anche applicare dei fili metallici su tronco e rami affinché l’albero cresca in base a quelle direttive.

Tale procedimento va però evitato se la piantina appare ancora debole e fragile perché altrimenti potrebbe danneggiarsi e finire rinsecchita. Alla base del tronco è possibile lasciar crescere del muschio, sia per estetica che per nutrimento del terreno. La pianta va periodicamente travasata ma, giacché questa operazione rappresenta uno stress per l’arbusto, è preferibile effettuarla unicamente quanto la pianta appare in salute.

Potatura

La potatura del Bonsai consiste nell’asportazione di rami superflui con l’ausilio di cesoie. Per far sì che il Bonsai assomigli il più possibile allo stile scelto o all’idea che si ha in testa, è essenziale potare la pianta. Ciò va fatto in un periodo in cui la pianta goda di buona salute, possibilmente in primavera. Si tratta di un processo drastico e stressante per il Bonsai che deve essere in grado di reagire con vigore. Generalmente è preferibile potare la pianta di rado, lasciandole il tempo necessario per ricrescere a sufficienza.

Per evitare che la potatura lasci antiestetici segni di taglio sono stati ideati appositi strumenti come pinze a taglio concavo e forbici a manico grosso. Alle potature più drastiche vanno affiancati anche trattamenti più lievi per spuntare i rami gradualmente affinché la pianta cresca nella maniera desiderata. La periodicità più o meno frequente dipende dal tipo di pianta sulla quale s’intende operare. Alcune crescono più in fretta altre lentamente, in quest’ultimo le potature potranno anche essere distanti un paio di anni.

Neanche le singole foglie molto spesso vengono risparmiate. Nell’ottica che la pianta deve assumere una forma armonicamente perfetta anche una fogliolina cresciuta nel punto e nel modo sbagliato potrebbe dover essere asportata. Quest’operazione va fatta in stagioni calde e dev’essere compensata da una pioggerellina d’acqua, senza esagerare. In pochi giorni dovrebbero apparire delle foglioline molto più piccole e sicuramente più idonee al bonsai, quanto meno dal punto di vista dell’estetica.

Tagliare le foglie per far ricrescere foglie più piccole serve a creare una sorta di primavera artificiale, ma la pianta anche in questo caso deve trovarsi in buone condizioni oppure potrebbe cedere per l’eccessivo dispendio d’energie. Tale processo è fattibile solo con alcuni tipi di latifoglie. L’albero al termine di tali periodiche operazioni dovrebbe aver raggiunto un armonico sviluppo, proporzionato nelle forme ed aderente all’idea di partenza.

Stili

Realizzare un Bonsai secondo le antiche regole giapponesi vuol dire saper cogliere e riprodurre la natura. Le operazioni attuate sul Bonsai devono essere in grado di esaltare i principi estetici della pianta in modo tale che essa cresca armonicamente, imitando la natura ed i capolavori dei maestri orientali. Ogni pianta ha di per se una naturale forma che il bonsaista deve saper valorizzare pur non essendo eccessivamente invasivo. Ciò che deve trasmettere il Bonsai è un senso di tranquillità, come uno scorcio d’una foresta senza che in esso sia visibile l’intervento dell’uomo.

Gli stili tradizionali sono tanti ed ognuno di essi è dotato di specifiche caratteristiche. Ne riportiamo qualche esempio:

  • L’ Eretto formale (Chokkan) è ideale per le piante che in natura crescono verso l’alto, generalmente le conifere. Si tratta di uno stile estremamente vincolante che specifica le distanze precise tra una porzione dell’albero e l’altra.
  • Eretto casuale (Moyogi) è il tipo di stile comune alla maggior parte delle piante. S’avvale di un tronco sinuoso, colmo di venature, che cresce quasi del tutto autonomamente. È per questa ragione uno dei più facili da realizzare
  • Inclinato (Shakan) come già dal nome stesso si più intuire va a realizzare un albero inclinato, verso destra o sinistra a scelta. La pendenza riguarda sia il tronco che le foglie. Le stesse radici vanno lasciate abbastanza in vista in modo tale che anch’esse accompagnino l’inclinazione pur resistendo saldamente.
  • I tronchi Gemelli/Madre e Figlio(Sokan) sono due elementi che crescono parallelamente, uno più grande ed uno più piccolo (che danno l’idea di madre e figlio) oppure perfettamente simmetrici (i gemelli). La base dei due tronchi a volte è diversa, in altri casi la medesima. È importante che il punto di separazione sia molto basso in modo che sia chiaro che si tratta di alberi distinti cresciuti accanto per caso.

Questi sono solo gli esempi più comuni, ma ve ne sono anche tanti altri tutti da scoprire.

Filosofia del bonsai

Chi prende seriamente la cura del proprio bonsai sa che non si tratta solo di un capriccio. Sa anche che non sono sufficienti le cure standard riservate ai vegetali. Il Bonsai richiede allo stesso tempo nozioni di botanica e uno spiccato senso artistico, oltre che chiaramente una forte pazienza. Una buona competenza della tradizione bonsaistica certamente è importante. Ognuno di questi fattori contribuisce a rendere ogni Bonsai una piccola opera d’arte al pari dei più blasonati quadri o sculture.

I canoni dell’estetica trovano tutti un’elevata applicazione nell’arte del Bonsai. La tecnica dunque non è sufficiente per realizzare un Bonsai, benché sia comunque un fattore necessario per strutturare in un modo particolare l’ossatura della pianta. Ciò che rende il Bonsai un’opera d’arte ancor più speciale delle altre è il fatto che non sia finito, è in continua evoluzione, si sviluppa e cresce costantemente. È un essere vivente a tutti gli effetti.

Necessita di continue attenzioni e cure, è forte e delicato allo stesso tempo. Sin da quando secoli fa i cinesi approdarono sulle coste del Giappone con i loro bonsai tale arte non si è mai estinta, anzi. Si è arricchita, si è modificata nel tempo. Tradizione ed innovazione tecnica sono andate di pari passo armonicamente, benché il peso delle regole classiche si percepisse molto forte. La cultura giapponese impregnò le tecniche di produzione del Bonsai dell’estetica trasmessa dall’arte Zen (dalla quale deriva l’approccio con la natura e gli influssi che da essa derivano).

È proprio tramite questo arricchimento che la produzione di Bonsai costituì una vera e propria filosofia composta d’armonia, pace, serenità, equilibrio, forza, ecc. Chi osserva il Bonsai deve ritrovarsi davanti agli occhi un’immagine esteticamente armoniosa che trasmetta piacevoli sensazioni nell’osservatore e nell’ambiente circostante, assorbendo gli influssi negativi per dirlo in termini più comunemente comprensibili.

Publicato: 2010-04-03Da: Redazione

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